Guida QuotaLab · Dati ADM 2026

Come verificare la licenza ADM di un bookmaker · QuotaLab

"Guida pratica per verificare la licenza ADM di un sito scommesse calcio: elenco ufficiale, logo, numero concessione, controllo incrociato.

Caricamento...

La prima volta che ho spiegato a un amico come si verifica davvero una licenza ADM, gli ho fatto aprire il sito dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli dal suo telefono, in piedi in un bar di Milano. Ci abbiamo messo due minuti. Due minuti — e lui, che scommetteva da sette anni, non aveva mai controllato l’operatore a cui versava soldi ogni settimana. Questa è la normalità che vedo ogni giorno nel mio lavoro, e il motivo per cui ho deciso di mettere per iscritto la procedura completa.

Parlo da chi segue il mercato delle scommesse calcio ADM da dodici anni, abbastanza per aver visto sparire operatori, cambiare regole e arrivare la Fase 2 della riforma con i suoi 46 concessionari ammessi e 52 licenze novennali a partire da novembre 2025. Eppure il gesto fondamentale resta lo stesso da sempre: prima di depositare un euro, controlla chi c’è dall’altra parte. Te lo mostro in modo operativo.

L’elenco ufficiale ADM è il punto di partenza, non l’ultimo

Molti pensano che vedere la scritta “licenza ADM” nel footer basti. Non basta. Un logo è un’immagine, e un’immagine si copia in trenta secondi. L’unico riferimento che conta è l’elenco ufficiale pubblicato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli sul proprio sito istituzionale, nella sezione dedicata ai concessionari del gioco a distanza.

Quell’elenco è pubblico, consultabile senza registrazione, e viene aggiornato ogni volta che una concessione viene rilasciata, sospesa o revocata. Io lo consulto almeno una volta al mese, perché il quadro cambia: nel 2023 le scommesse hanno pesato per il 6,54% del gettito erariale da giochi, di cui il 96,79% attribuibile al calcio, e attorno a quei numeri si muove un intero apparato di controlli. Quando apri l’elenco, vedi il nome della società concessionaria, non il marchio commerciale. Ed è qui che nasce la confusione più frequente.

Facciamo un esempio concreto. Tu conosci un marchio con un nome semplice, diciamo quello che vedi nelle pubblicità di stadio o sul retro della maglia di una squadra di Serie B. Apri l’elenco ADM e quel nome non c’è. Panico? No. Quel marchio è quasi sempre intestato a una società per azioni con ragione sociale diversa, e tu devi sapere qual è. Come si scopre? Si va nella sezione “Informazioni legali” o “Chi siamo” del sito del bookmaker, e si legge il nome completo della società, comprensivo di sigla S.p.A. o S.r.l. Quel nome lo cerchi nell’elenco ADM. Se torna, la licenza è vera. Se non torna, non depositare.

Logo ADM, numero di concessione e come incrociarli

Il logo ADM nel footer è un cartellino da visita, nessuno lo nega. Ma il documento d’identità è il numero di concessione. Ogni concessionario GAD ne ha uno, ed è quello che deve comparire — per obbligo normativo — in una sezione visibile del sito, di solito nel footer o nelle informazioni legali. È una sequenza numerica che identifica univocamente la licenza all’interno del registro ADM.

Come lo uso in pratica? Prendo il numero, lo copio, e torno sull’elenco ufficiale. Ogni voce dell’elenco riporta il codice della concessione associata. Se i due numeri combaciano — numero dal sito del bookmaker e numero dall’elenco ADM accanto al nome della società corrispondente — ho la certezza operativa che quel sito sta operando legalmente sul territorio italiano. Se anche uno dei due manca, o se non combaciano, c’è un problema.

C’è un dettaglio tecnico che pochi conoscono. Le concessioni novennali introdotte con la Fase 2 hanno una numerazione diversa da quelle rilasciate nel decennio precedente. Un operatore in transizione può avere due riferimenti diversi: vecchia concessione in scadenza e nuova concessione attiva. In quei mesi di sovrapposizione è normale trovare ambiguità, ed è il momento in cui conviene essere più scrupolosi, non meno.

Un altro segnale che controllo sempre è la presenza del simbolo del gioco responsabile e del richiamo al sito dedicato all’informazione sul gioco consapevole. Non è un bollino decorativo: è obbligatorio per tutti i concessionari e la sua assenza, da sola, è già un indizio di irregolarità.

I segnali che mi fanno chiudere subito la scheda

In dodici anni mi è capitato di aprire siti che sembravano perfetti per trenta secondi, e sbagliati per il resto del tempo. Ti racconto i segnali che mi fanno chiudere la scheda senza nemmeno arrivare al modulo di registrazione.

Il primo è il dominio. Un concessionario italiano ADM opera sotto un dominio .it, senza eccezioni. Se stai guardando un sito con estensione .com, .eu, .net o qualsiasi altra cosa, e quel sito ti sta offrendo scommesse sul calcio italiano in italiano, non è ADM. Punto. Non ci sono zone grigie, non ci sono “versioni internazionali autorizzate anche per l’Italia”. La normativa è chiara: per raccogliere scommesse in Italia serve un concessionario italiano con dominio .it.

Il secondo segnale sono i bonus troppo aggressivi o troppo visibili. Dal 2018, il Decreto Dignità ha vietato la pubblicità diretta del gioco in Italia, e questa è una delle ragioni per cui nel calcio italiano si stimano circa 600 milioni di euro di sponsorizzazioni perse. Un operatore legale non può sbatterti in faccia un “500€ GRATIS” con banner lampeggianti in home page. Se lo fa, o non è ADM, o sta violando la normativa, e in entrambi i casi non voglio il mio conto su quella piattaforma.

Il terzo segnale è la mancanza di strumenti di autolimitazione visibili. Un concessionario ADM è obbligato a offrirti limiti di deposito, autoesclusione temporanea e permanente, accesso al Registro Unico degli Autoesclusi. Se questi strumenti non si trovano nel menu utente o nel pannello di gioco — li cerco sempre entro il primo minuto di navigazione — ho un altro motivo per dubitare.

Un ultimo segnale riguarda i metodi di pagamento. Un sito ADM usa circuiti tracciabili e italiani: bonifico SEPA, carte dei principali circuiti, portafogli elettronici noti. Quando vedo richieste di pagamento in criptovalute come unica opzione, o wallet sconosciuti, mi fermo. Non perché le criptovalute siano illegali in sé, ma perché nessun concessionario ADM attualmente le utilizza come canale principale.

Il caso pratico che racconto sempre

L’anno scorso un lettore mi ha scritto perché non capiva se un certo sito che aveva trovato cercando “pronostici Serie A gratis” fosse affidabile. Il sito aveva un nome credibile, un footer con un presunto logo ADM, un palinsesto dettagliato sulla 30esima giornata. Aveva anche una promessa di bonus del 200% sul primo deposito, che già era un campanello d’allarme, ma il lettore voleva una verifica seria.

Abbiamo seguito insieme la procedura che ti ho descritto. Dominio: .co, non .it. Già lì bastava. Per scrupolo siamo andati avanti. Nome della società nel footer: riportava una ragione sociale con sede a Curaçao. Numero di concessione: non c’era. Logo ADM: un’immagine PNG incollata senza collegamento ad alcuna pagina istituzionale. Abbiamo cercato il nome sull’elenco dei concessionari italiani: niente. Tempo totale dell’accertamento: quattro minuti.

Il lettore non ha depositato. E ha risparmiato i suoi soldi, perché quel sito è poi finito nelle liste di inibizione pubblicate dall’autorità. Questo è il punto: non serve essere analisti per fare una verifica del genere. Serve sapere dove guardare e non saltare i passaggi per fretta.

Ti lascio con una considerazione che mi ripeto spesso. Il mercato italiano ha un apparato di vigilanza robusto rispetto a molti vicini europei — lo scriverò anche in un altro articolo dedicato al confronto con il mercato illegale europeo, dove si vede come in Olanda la quota di raccolta illegale ha superato il 50% del totale. L’Italia regge meglio, ma solo se chi scommette fa la sua parte: due minuti di verifica prima di ogni registrazione.

L"elenco dei concessionari ADM è davvero pubblico e gratuito?

Sì. L"elenco è pubblicato sul sito istituzionale dell"Agenzia delle Dogane e dei Monopoli nella sezione dedicata al gioco a distanza, si consulta senza registrazione e senza costi. Contiene nome della società concessionaria, numero di concessione e stato della licenza, ed è il riferimento ufficiale per qualsiasi verifica.

Un sito con dominio .com può essere un concessionario ADM regolare?

No. Per operare legalmente nella raccolta di scommesse in Italia, un concessionario GAD deve utilizzare un dominio con estensione .it associato alla propria concessione. Versioni .com, .eu o altre estensioni internazionali, anche se tradotte in italiano, non rientrano nel perimetro ADM e non offrono le tutele previste dalla normativa italiana.