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Il Libro Blu è il documento più sottovalutato del settore giochi italiano. Ogni anno, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli pubblica centinaia di pagine di dati, tabelle, serie storiche, analisi di mercato — un patrimonio informativo che il 99% degli scommettitori ignora completamente, e che il restante 1% usa per capire cosa sta succedendo davvero nel mercato. Dopo dodici anni in cui ho consultato ogni edizione, posso dirti che sapere leggere il Libro Blu è una delle competenze analitiche più utili per chi vuole capire le scommesse oltre il livello del singolo pronostico.
Cos’è il Libro Blu e perché esiste
Il Libro Blu è il rapporto annuale ufficiale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli sul comparto giochi in Italia. È pubblicato in versione integrale sul sito istituzionale dell’Agenzia, è scaricabile gratuitamente in formato PDF, e contiene la rendicontazione completa dell’attività del settore per l’anno di riferimento. Viene diffuso con un ritardo fisiologico di circa un anno: l’edizione relativa al 2023 è stata pubblicata nel corso del 2025, e così via a rotazione.
Il documento esiste per tre ragioni istituzionali principali. Primo, rendere conto al Parlamento e all’opinione pubblica dell’attività di vigilanza dell’Agenzia sul comparto giochi, che rappresenta una delle maggiori fonti di gettito indiretto per lo Stato italiano. Secondo, fornire agli operatori del settore una base statistica condivisa e ufficiale su cui costruire analisi di mercato. Terzo, alimentare la ricerca accademica e il dibattito pubblico sulle dinamiche del gioco legale e illegale in Italia.
La struttura e la ricchezza dei contenuti fanno del Libro Blu uno dei documenti statistici più completi del suo genere a livello europeo. Lo stesso documento è esplicito nella sua premessa: “Nel 2023 il settore giochi conferma il trend positivo già avviato nel 2021. Si registra un incremento di tutte le dimensioni di gioco rispetto all’annualità precedente: 8,53% per la raccolta, 9,76% per le vincite, 1,60% per la spesa e 3,62% per l’Erario”. Quattro indicatori in crescita, un’istantanea di un mercato in espansione.
La struttura del rapporto e le sezioni che contano
Il Libro Blu è organizzato per sezioni tematiche che riflettono l’articolazione del settore giochi. Conoscere la struttura ti permette di arrivare velocemente alle informazioni che servono, senza dover scorrere centinaia di pagine alla ricerca di un dato.
La prima sezione è il quadro di sintesi generale, che contiene gli indicatori aggregati: raccolta totale del comparto giochi, vincite erogate ai giocatori, spesa effettiva (raccolta meno vincite), gettito erariale. Questi quattro numeri sono il cuore analitico del documento, e permettono immediatamente di capire la dimensione del mercato e la sua evoluzione rispetto all’anno precedente. Nel 2023, il gettito erariale complessivo dal comparto giochi è stato pari a 11,62 miliardi di euro, in aumento del 3,62% rispetto al 2022, per dare un’idea dell’ordine di grandezza.
La seconda sezione scompone i dati per tipologia di gioco. Qui trovi le cifre specifiche per scommesse sportive, scommesse ippiche, apparecchi da intrattenimento, lotterie, bingo, giochi numerici a totalizzatore nazionale, giochi a distanza. Ogni tipologia ha le sue serie storiche, le sue percentuali di evoluzione, le sue caratteristiche peculiari. Nel 2023, le scommesse hanno rappresentato il 6,54% del gettito erariale da giochi, di cui il 96,79% attribuibile al calcio — un dato che fotografa con precisione quanto il calcio pesi sull’intero comparto delle scommesse sportive italiane.
La terza sezione è dedicata al gioco a distanza, il canale online, che riceve una trattazione specifica per la sua crescita rapida e per le sue dinamiche peculiari rispetto al gioco fisico. Qui trovi i dati sui concessionari GAD, sulla loro quota di mercato, sui volumi per tipologia di gioco online, sull’andamento della raccolta mensile e trimestrale. È la sezione che uso di più nel mio lavoro quotidiano, perché riflette il segmento più dinamico del mercato.
La quarta sezione tratta il gioco fisico, con il dettaglio delle raccolte provinciali, regionali e per tipologia di punto gioco. Da qui emergono dati territoriali molto interessanti: Napoli guida la classifica provinciale di raccolta fisica con 438 milioni di euro, seguita da Roma con 238,8 milioni e Milano con 147,1 milioni. Questi numeri raccontano una geografia sociale del gioco che nessun altro documento italiano restituisce con pari accuratezza.
Ci sono poi sezioni dedicate al contrasto del gioco illegale, alle attività di vigilanza e controllo, alla tutela del giocatore e al gioco responsabile, alle sanzioni irrogate nel corso dell’anno. Sono sezioni meno consultate ma altrettanto importanti per chi vuole capire l’insieme del settore, non solo il numero di euro giocati. La sezione sul contrasto del gioco illegale, in particolare, contiene il dettaglio delle inibizioni DNS applicate dall’Agenzia ai domini non autorizzati, delle segnalazioni alla magistratura e degli interventi sanzionatori sugli operatori non in regola con gli obblighi di legge. Per uno scommettitore consapevole, questi numeri sono il termometro della tenuta del mercato regolato di fronte alla pressione offshore, e meritano altrettanta attenzione di quelli sulla raccolta.
Raccolta, vincite, spesa ed erario: come leggerli insieme
Il quartetto di indicatori principali — raccolta, vincite, spesa, erario — merita una spiegazione specifica, perché ogni numero ha un significato preciso e solo leggendoli insieme si ottiene un’immagine accurata del mercato.
La raccolta è il totale di tutto il denaro giocato dagli utenti nel corso dell’anno, senza sottrarre le vincite restituite. È il volume lordo del mercato, e riflette la dimensione dell’attività di gioco aggregata. Quando leggi “raccolta scommesse sportive a quota fissa pari a circa 19,8 miliardi di euro nel 2024, di cui 14,3 miliardi online”, stai guardando esattamente questo indicatore — quanto è stato puntato in totale, non quanto sia stato “perso” dai giocatori.
Le vincite sono l’importo restituito ai giocatori sotto forma di risultati vincenti. Il rapporto vincite su raccolta è un indicatore di “generosità” del mercato: nel 2023 il rapporto vincite/raccolta è stato dell’86%, in leggero aumento rispetto all’85,03% del 2022. Tradotto: per ogni 100 euro giocati, circa 86 sono tornati ai giocatori e 14 sono rimasti nel sistema come spesa effettiva.
La spesa è la differenza fra raccolta e vincite, e rappresenta il valore reale che il settore giochi assorbe dall’economia delle famiglie. È il numero che più di tutti dovrebbe guidare la valutazione dell’impatto sociale del comparto, perché corrisponde al denaro effettivamente transitato dal portafoglio dei giocatori alle casse degli operatori (e, per la parte fiscale, dello Stato).
L’erario è la quota della spesa che confluisce nel bilancio statale sotto forma di imposte, canoni e contributi vari. È il riflesso fiscale del settore, e varia nel tempo in funzione delle aliquote applicate e della composizione del mix di giochi. Dal 2025 l’aliquota sulle scommesse sportive online è del 24,5%, quella sul fisico del 20,5%, parametri che influenzano direttamente il rapporto fra spesa totale e gettito erariale.
Il Libro Blu presenta questi quattro indicatori in tabelle pluriennali, permettendo di cogliere le tendenze di lungo periodo. Il trend dal 2021 in poi è in crescita continua per raccolta, vincite ed erario, mentre la spesa segue un andamento più contenuto — segnale di un mercato che cresce in volumi ma che restituisce una quota crescente ai giocatori attraverso payout medi progressivamente più elevati.
Come usare il Libro Blu nell’attività dello scommettitore informato
Perché uno scommettitore comune dovrebbe leggere un documento di centinaia di pagine pensato per istituzioni e operatori? Per tre ragioni pratiche.
Prima ragione: capire la dimensione del fenomeno a cui partecipa. Quando sai che il gettito erariale dal comparto giochi è di 11,62 miliardi di euro e che il 96,79% delle scommesse arriva dal calcio, inizi a leggere il mercato italiano con consapevolezza diversa rispetto a chi si ferma al livello del pronostico settimanale. Capisci il peso economico e politico del settore, capisci perché il regolatore si muove in certi modi, capisci perché il Decreto Dignità del 2018 ha avuto le conseguenze che ha avuto sul calcio italiano in termini di sponsorizzazioni perdute.
Seconda ragione: valutare la qualità degli operatori attraverso dati oggettivi. Il Libro Blu contiene i dati aggregati di raccolta e quota di mercato dei principali concessionari GAD. Confrontarli con le promesse commerciali di ciascun operatore è un esercizio di realismo che molti scommettitori non fanno mai. Sapere che Lottomatica ha il 35,5% di quota sulla spesa scommesse sportive a maggio 2025, Sisal il 15,6%, Snaitech il 14,4%, Eurobet l’11,3%, ti dà una mappa del mercato che non dipende da nessun giudizio editoriale.
Terza ragione: riconoscere le tendenze strutturali prima che diventino evidenti. Il live betting che passa dal 40% al 57% del mercato, la spesa pro-capite online che arriva a 2.162 euro nel 2024, i 20 milioni di conti di gioco online attivi — sono dati che il Libro Blu documenta anno dopo anno, e che permettono di anticipare dove il mercato sta andando. Uno scommettitore che conosce queste tendenze prende decisioni migliori rispetto a uno che le scopre solo quando sono pubblicate nei titoli dei giornali generalisti. Per una lettura più analitica delle dimensioni macro del mercato italiano, in chiave di confronto con gli altri mercati europei, rimando all’articolo dedicato alla licenza ADM e al quadro della Fase 2, che offre il contesto normativo in cui tutti questi numeri prendono significato.
